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Sulcis Iglesiente


EVOLUZIONE GEOLOGICA E BIOLOGICA



Dalla costa all'entroterra, il Sulcis-Iglesiente conserva interessanti tracce dell'evoluzione biologica risalenti all'alba del Paleozoico, oltre mezzo miliardo di anni fa. Le spiagge, le calette rocciose e le falesie sono altrettanti ecosistemi caratterizzati da specie tipiche ed in alcuni casi non comuni.

Unici al mondo, il Dianthus morisiani (garofano del Moris), un piccolo garofano selvatico che cresce solo in un'area sabbiosa di poco più di un ettaro nel territorio di Fluminimaggiore ed il Bellium crassifolium (pratolina delle scogliere), ugualmente esclusivo del Sulcis Iglesiente e di una parte dell'Arburese. Anche le zone umide di importanza internazionale, da Portoscuso - con gli stagni di Bau Cerbus e Punta S'Aliga- fino a Sant'Anna Arresi con la vasta area di Porto Pino, riservano un ecosistema particolare e delicato di spiagge-dune-stagni. Lungo il litorale di Porto Pino cresce anche l'unica colonia autoctona di Pinus halepensis (pino d'Aleppo), rintracciabile in formazioni più estese anche nell'isola di San Pietro.


Evoluzione geologica e biologica - Sulcis Iglesiente   Evoluzione geologica e biologica - Sulcis Iglesiente


Nel cordone San Nicolò-Portixeddu a Buggerru, oltre al ginepro fenicio e coccolone, vive l'unica colonia italiana spontanea di Pinus pinea (pino domestico). Biotopo rilevante è anche l'area umida di Sa Masa a Gonnesa, formata dal Rio San Giorgio le cui rive, curiosamente punteggiate da palme da dattero, scorrono accanto ai vecchi impianti minerari.Il mondo vegetale continua a stupire a ridosso delle rupi calcaree de Sa Serra Forada Manna, a Barbusi (Carbonia), dove cresce l'unica stazione italiana di Buxus balearica (bosso delle Baleari), rarissima pianta sub-tropicale tipica delle isola spagnole che vegeta tra i 150 e i 300 metri sul livello del mare. Scisti, graniti, calcari, vulcaniti e sedimenti alluvionali hanno costituito altrettante basi per lo sviluppo di ambienti diversi: boschi di leccio e quercia da sughero nel Marganai (Domusnovas-Iglesias), Pantaleo e Gutturu Mannu (Santadi), dove non mancano le piante esotiche, come gli imponenti cedri del libano tra le case del villaggio minerario di Arenas (Fluminimaggiore).

Ma a dominare sono le essenze mediterranee, che qualche anno fa sono state anche raccolte come in una grande vetrina nel Giardino Montano di Linasia, a Iglesias.

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