Sulcis Iglesiente
Visita il Sulcis Iglesiente  
 
COSE DA FARE E DA VEDERE  |   PIANIFICA LA TUA VACANZA  |   RICETTIVITÀ  |   PACCHETTI E OFFERTE  |   LA TUA VALIGIA 
Mare  >   Cultura  >   Natura  >   Vacanza attiva  >   Sport d'acqua  >   Sapori e artigianato  >   Eventi  >   Itinerari  >   Turismo didattico   >  Comuni
 
Ricettività  >   Ristorazione  >   Servizi  >   Trasporto  >   Agenzie di viaggio  >   Agenzie di incoming  >   Numeri Utili
 
 
 
 
 
 
Invia una cartolina
Galleria fotografica
Wallpaper e download
Come arrivare
Dicono di noi

Provincia di Carbonia Iglesias
Provincia di
Carbonia Iglesias
Assessorato Turismo
Sulcis Iglesiente


TREKKING STORICO. I SENTIERI DEI MINATORI.



Punto di partenza: Villaggio San Giovanni (Gonnesa)
Tappe intermedie: Miniera e Grotta di S. Barbara, Villaggio Norman, Decauville, Massa Pozzo 4
Punto di arrivo: Monte San Giovanni (Gonnesa)
Difficoltà: media
Altitudine: 89 - 430 m s.l.m.
Lunghezza: 9,5 km
Tempo di percorrenza: 9 ore circa

  


Alla scoperta del Monte San Giovanni e della sua storia geologica e mineraria. I romani arrivarono nel Sulcis Iglesiente dopo la seconda guerra punica, nel 238 a.C., quando la Sardegna passò da Cartagine sotto il diretto controllo di Roma. Da quel momento, fino al Medioevo, dalle fosse dell'Iglesiente si estrasse la preziosa galena argentifera, la cui abbondanza incoraggiò i Pisani a istituire la zecca dell'argento a Iglesias. La storia di questo passato è il tema dominante di un itinerario che percorre l'altopiano di Monte San Giovanni, tra i comuni di Iglesias e Gonnesa, e che passa attraverso secoli di storia geologica e mineraria da leggere e decifrare attraverso rocce e ripide pareti calcaree, sentieri e villaggi, testimonianze delle diverse tecniche di scavo e le imponenti strutture minerarie dell'Ottocento e del Novecento, come in un vero museo a cielo aperto. Accompagnati da una guida esperta del territorio, il percorso inizia con la visita del villaggio minerario di San Giovanni, ancora in parte abitato, e dell'omonima Miniera, dove la natura ha custodito per oltre duecento milioni di anni uno dei tesori geologici unici in Europa: la grotta di Santa Barbara. La miniera è una delle più importanti e antiche della Sardegna, conosciuta all'epoca dei Pisani col nome di Monte Barlao. A quei tempi il lavoro in miniera si basava sul sistema delle corporazioni di arti e mestieri. Solo nel 1856 l'attività estrattiva si intensificò e, sotto la proprietà inglese, la miniera si espanse con la creazione di una laveria meccanica, una fonderia, due cantieri (Normann ed Henege), una nuova laveria gravimetrica. Il minerale ricco era cernito in loco, mentre quello povero veniva trattato presso la laveria di Morimenta, quindi spedito a Portoscuso e da qui a Carloforte, da dove partiva per l'Inghilterra. Lasciata la miniera si sale lungo una strada immersa nella natura, fino a raggiungere il villaggio minerario Normann, intitolato al ricercatore inglese che esplorò la zona nella seconda metà dell'Ottocento per conto della connazionale società Gonnesa Mining Company Limited. Dal fianco di una delle abitazioni parte un antico sentiero di minatori che sale velocemente seguendo piccole pietraie originate dalle discariche minerarie. Una decauville - le ferrovie a scartamento ridotto costruite a fine Ottocento - costeggia il fianco nord del rilievo passando accanto ad un complesso sistema di gallerie e scavi di Massa Pozzo 4, un cantiere minerario realizzato nella seconda metà del Novecento dove ancora sono evidenti le tracce degli antichi lavori medievali. Poco distante la cima del Monte San Giovanni, dove splendidi panorami si affacciano sul Golfo del Leone e sulle colline circostanti. Le discariche sono ancora ricche di minerali: la preziosa galena argentifera, la blenda, il quarzo, la calcite, la calamina, l'aragonite, la smithsonite e la barite. La Grotta di S. Barbara: Scoperta nel 1952 durante i lavori di scavo verticale, è una grande geode naturale di oltre 40 metri di altezza nelle cui pareti e volte sono presenti importanti mineralizzazioni di barite gialla tabulare (caso unico in Europa), cristalli disposti a nido d'ape, aragonite azzurra e calcare, enormi stalattiti. Per arrivarci si attraversa una galleria a bordo di un trenino elettrico, si risale il Pozzo Carolina con l'ascensore, e quindi su per una scala a chiocciola.


indietro   indietro    |    Versione stampabile   Versione stampabile



AFFITTACAMERE CASAVALE, DI MANCA VALENTINA
AFFITTACAMERE CASAVALE, DI MANCA VALENTINA



Affittacamere, Carloforte


Chi siamo   |    Contattaci   |    Accedi / Registrati   |    Newsletter   |    Mappa del sito   |    Area press   |    Area TO e AdV   |    Area operatori   |   Termini e condizioni   |    Credits
Sardegna Turismo
 
Facebook Blog YouTube