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Provincia di Carbonia Iglesias
Provincia di
Carbonia Iglesias
Assessorato Turismo
Sulcis Iglesiente


TREKKING REALE. QUI RIPOSA LA REGINA.



Punto di partenza: Villamassargia
Tappe intermedie: Gioiosa Guardia, S'Ortu Mannu
Punto di arrivo: Villamassargia
Difficoltà: bassa
Altitudine: 120-393 m s.l.m.
Lunghezza: 8,2 km
Tempo di percorrenza: 5 ore circa

Vietata la riproduzione totale o parziale senza esplicito consenso della Provincia di Carbonia Iglesias STL Sulcis Iglesiente.

  


Viaggio nella valle dei conetti vulcanici e delle fortificazioni medievali. Villamassargia ha origini antiche. Il suo nome deriva dal latino villa massaius, ovvero paese di massai-agricoltori, ma le sue origini risalgono al 3500 a.C. periodo al quale si riferiscono i primi ritrovamenti che confermano la presenza dell'uomo in questi luoghi. Villamassargia è terra di regine e questo percorso, da fare insieme ad una guida, ne racconterà le storie, le origini, il valore - ancora custodito nei racconti e nelle tradizioni delle genti locali. La prima regina è la valle del Cixerri, in cui Villamassargia si trova. Con i suoi conetti vulcanici (il Monte Exi, il domo di Gioiosa Guardia, il Monte Truxionis e il domo di Acquafredda, in provincia di Cagliari), circondati da boschi di eucalipti e conifere, la Valle presenta carattere di rarità geologica e paleogeografia in quanto è l'unica testimonianza in Italia delle più antiche fasi continentali del Paleozoico. Dopo un breve percorso si raggiunge il domo andesitico di Gioiosa Guardia, dove all'inizio del XII secolo fu edificata l'omonima fortificazione. Oltre il castello il panorama verso l'altopiano regala un ambiente naturale immerso nella vegetazione mediterranea alternata da prati a pascolo. Le vicende di questo luogo trovano spazio nella storia per circa tre secoli a partire dal 1300, quando l'intero territorio era sotto il controllo della nobile famiglia dei conti di Donoratico della Gherardesca. Ora ai piedi della torre maestra rimangono solo pochi ruderi e il suono del vento e per raggiungerla occorre inerpicarsi per circa un chilometro sui fianchi del colle tra la fitta vegetazione. Nelle giornate più limpide sono visibili le altre fortificazioni medievali che facevano parte di un unico sistema difensivo: il castello Salvaterra di Iglesias, dell'Acquafredda a Siliqua e più distante il castello di San Michele, nella città di Cagliari. La seconda regina riposa tranquilla da oltre 500 anni. Sa Reina, la regina appunto, ha un fusto di ben 16 metri di circonferenza. E' l'ulivo più antico della Sardegna e custodisce i dodici ettari dell'uliveto storico di S'Ortu Mannu: settecento esemplari innestati fra il 1300 e il 1600 che ancora oggi appartengono a singole famiglie residenti a Villamassargia e dai quali si produce un raffinato olio. I tronchi che si contorcono robusti e maestosi, la luce che filtra tra le loro chiome cariche di frutti rendono unica l'atmosfera. Le altre regine del percorso si svelano passando tra i vicoli di Villamassargia: la Madonna del Pilar e la Madonna della Neve. Queste due chiese furono entrambe seguite nei lavori dal Capomastro trecentesco Arzocco di Garnas ma si svilupparono con caratteri stilistici differenti. La chiesa intitolata alla Madonna del Pilar presenta una facciata gotico-romana in stile classico ingentilita da uno svettante campanile a vela dotato di due luci ogivali. All'ingresso una pregevole acquasantiera in pietra, datata tra il XVI e il XVII secolo. La chiesa di Santa Maria della Neve (la parrocchiale) è di impronta cistercense e bello il suo rosone gotico-catalano. All'interno si trova un pregevole altarino in legno policromato del Settecento. Appena fuori, durante la passeggiata all'ombra dei portali tipici dei Massai dell'epoca aragonese, che ornano le sinuose viuzze del centro storico dalle case costruite con mattoni di argilla cruda, si accompagnano le voci tipiche del telaio a mano: il frusciare, lo stridere e gli improvvisi tre rimbombi gagliardi di quando la tessitrice batte la trama tra la lana e l'ordito. Le tessitrici, regine di Villamassargia, con il loro lavoro rendono questo paese il primo produttore in Sardegna di tappeti tipici tessuti con telai a mano.


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