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Provincia di Carbonia Iglesias
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Assessorato Turismo
Sulcis Iglesiente


BIKING NATURA. ASPETTANDO LA VOLATA.



Punto di Partenza: Calasetta
Tappe intermedie: Cussorgia, Sant'Antioco, Porto Botte
Punto di arrivo: Porto Pino (Sant'Anna Arresi)
Difficoltà: bassa
Altitudine: 0 - 110 m s.l.m.
Lunghezza: 44,9 km
Tempo di percorrenza: 8 ore circa

  


Lungo le aree umide del Sulcis dove i gregari hanno le ali. Calasetta al mattino profuma di pane fresco e focaccia appena sfornata, si sveglia accompagnata dal sorriso dei negozianti che sistemano i tavolini nella centrale Via Roma, con il chiacchiericcio dei gabbiani all'arrivo dei pescatori sul lungomare Cristoforo Colombo, dove già camminano le massaie che, con il loro portafogli in mano e la loro borsa intrecciata sotto il braccio, si recano al mercato per tornare a casa con dell'ottimo pesce fresco, che serviranno a pranzo. Calasetta al mattino profuma di serenità. E il suo buongiorno è il miglior modo per iniziare una bella pedalata lungo le aree umide del Sulcis Iglesiente. Il percorso, interamente in pianura, attraversa i comuni di Calasetta, Sant'Antioco, San Giovanni Suergiu, Giba, Sant'Anna Arresi che, insieme ai comuni di Masainas, Portoscuso e Carloforte, inglobano gli oltre 2000 ettari di zone umide costiere del Sud Sardegna. Un alternarsi di lagune, stagni, saline, paradisi e serbatoi di biodiversità e fonti di risorse rinnovabili, come sale, pesce e selvaggina, oggi meta di turismo naturalistico e educazione ambientale, ma anche laboratorio permanente di valorizzazione e conservazione per un nuovo e sostenibile sviluppo economico e sociale del territorio. Lasciata Calasetta si percorre la strada che segue il lungomare e, passato il centro abitato di Cussorgia, si arriva dopo circa 8 km a Sant'Antioco, l'antica Sulki. La pedalata continua lungo l'istmo artificiale che collega l'isola alla Sardegna. A est ci sono i 600 ettari della laguna di Santa Caterina popolata da avocette e fenicotteri, tarabusino, nitticora e aironi rossi, e le saline di Sant'Antioco, montagne di cristalli di cloruro di sodio splendenti accanto ai rettangoli di acqua rosa in cui precipita il sale. La tappa successiva sono le lagune di Porto Botte, una delle spiagge più praticate dagli amanti del bird-watching. Qui i fenicotteri vengono ogni anno per nidificare, riposano eleganti con la loro maglia rosa specchiandosi tra le calme acque alla ricerca di facili prede. Tra le altre specie ornitologiche presenti nella laguna del Golfo di Palmas - paradiso dell'avifauna adiacente alla salina di Sant'Antioco - e nelle altre aree umide del territorio ci sono anche il pollo sultano, il porciglione, il falco di palude e numerose specie di anatidi e limicoli. Proseguendo lungo la strada provinciale 73 si arriva al centro abitato di Is Pillonis. Da qui, a sinistra si prosegue per Sant'Anna Arresi, a destra per Punta Menga e le celebri dune di Porto Pino: alte oltre 20 metri, di finissima sabbia abbagliante, finiscono in un mare cristallino pronto ad accogliere e rigenerare i ciclisti più accaldati. Viste dal mare le dune, battute incessantemente dal libeccio e dal mestrale che creano il suggestivo effetto "polvere bianca", regalano paesaggi sub sahariani difficilmente dimenticabili. Dietro, una distesa di pini di Aleppo - di qui il nome Porto Pino - impreziosisce il lungo tratto di calette, scogli e insenature rocciose. Un paesaggio dalle "suggestioni africane" lo ha definito Gavino Sanna, il più premiato pubblicitario italiano, "in una terra di una bellezza selvaggia, quasi primordiale, fatta di colori accecanti e profumi forti". La spiaggia di Porto Pino si estende per 4 chilometri e per raggiungerla occorre pedalare tra gli stagni Maestrale e Is Brebeis, due grandi specchi d'acqua in cui vivono varie specie di uccelli: dai fenicotteri alle folaghe, dai cavalieri d'Italia agli aironi. Fino a qualche anno fa utilizzati principalmente come riserva ittica della zona, oggi i due stagni sono usati anche come vasche di prima evaporazione per le saline dell'isola di Sant'Antioco. Una convivenza apparentemente non facile - quella tra sale e peschiere - ma che qui ha trovato un suo punto di incontro, generando nuovi modelli di sviluppo socio-economico delle aree umide. La Peschiera di Porto Pino, la cui produzione per ettaro è di 34-40 kg all'anno, è oggi il regno di orate, spigole, saraghi, mormore, allevate in modo naturale, attraverso l'apertura di varchi che permettono alla marea di entrare e dare ossigeno all'acqua. Gestita dalla Cooperativa pescatori di San Giuseppe, e situata all'inizio del canale che a Porto Pino collega la laguna al mare, è il luogo ideale per una sosta gustosa dove acquistare, tra l'altro, anche anguille, ghiozzi, capitoni, cefali e la saporita bottarga. Con un fascino tipico delle aree lagunari, questo territorio si trasforma due volte all'anno, in autunno e in primavera, quando i due stagni diventano luogo di incontro di migliaia di uccelli migratori. Attraversare di giorno la via del Mare che li divide, andando da Porto Pino a Sant'Anna Arresi, è uno spettacolo della natura: le ruote che corrono sull'acqua, il sole che si riverbera in mille riflessi, e i fenicotteri a fare da contrappunto rosa, pronti a tirare la volata al loro capitano. Il pollo sultano: Il Pollo Sultano vive nell'area mediterranea, nelle regioni tropicali dell'Africa e dell'Asia meridionale, in Australia e Nuova Zelanda. In Italia è stanziale solo in Sardegna con una popolazione che si aggira intorno alle 440-600 coppie. Vive nelle zone umide del Sulcis ed è caratterizzato dalla splendida colorazione blu-porpora con riflessi turchesi nel petto e nella gola, zampe con lunghissime dita rossicce dorate. Lungo circa 47 cm, si muove con dimestichezza in mezzo alle canne alla ricerca del cibo, generalmente durante le ore crepuscolari e all'alba. Nelle zone poco disturbate spesso è possibile osservarlo nelle ore diurne. In Sardegna si riproduce tutto l'anno con due picchi, il primo tra marzo e aprile ed il secondo in novembre.


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IS CUCCUS DI SABA ANTONELLA
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Agriturismo, Masainas


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