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TESORI DA MANI SAPIENTI



Un territorio vasto ed eterogeneo non poteva non riflettere queste caratteristiche nella sua produzione artigianale.

Argilla, legno, sughero, rame, argento e preziosi filati sono solo i materiali di par tenza da cui gli abili artigiani traggono le loro piccole opere d'arte: ceramiche, mobili intagliati, panieri e cestini intrecciati, gioielli, costumi tradizionali, tappeti, arazzi, corredi e tutti i tipi di utensili variamente decorati.

Particolarmente rinomati sono i manufatti di origine tessile: la tessitura è infatti una delle specialità artigianali della Provincia, e specialmente di Sant'Antioco, dove ancora oggi, caso unico al mondo, si lavora il bisso, la preziosa seta di mare secreta da un mollusco in via d'estinzione, la Pinna Nobilis. Quella del bisso è una vera e propria arte: i filamenti, prodotti dal mollusco per ancorarsi al fondale, si pescano nello stagno di Santa Caterina ai primi di Maggio perché solo in questo periodo i fanghi risultano più molli ed è possibile ripiantarvi il bivalve, specie protetta dal 1997. Il bioccolo si dissala poi nello stesso stagno, aggiungendovi man mano acqua dolce in modo da evitare che la fibra si irrigidisca per la dissalazione troppo rapida, si tinge quindi con erba raccolta durante la luna nuova, si asciuga al vento di libeccio, si tratta con latte di capra, si fila con un fuso di canna e si tesse infine sull'antichissimo telaio a tavola. Esempi di raffinati manufatti possono essere ammirati al Museo del Bisso, dove sono esposte le creazioni certosine dell'ultima depositaria di questa tecnica (Chiara Vigo, bottega del bisso a Sant'Antioco), tra cui uccelli, pavoni e il prezioso arazzo del "Leone di Tiro", dedicato al lavoro silenzioso di tutte le donne.


Tesori da mani sapienti - Sulcis Iglesiente   Tesori da mani sapienti - Sulcis Iglesiente


Più tradizionale, invece, l'artigianato tessile di Villamassargia e Giba, dove si trovano tra i più bei tappeti, arazzi, copripanche, asciugamani, tende, cuscini e copriletto di tutta l'Isola, ancora oggi intessuti con le tecniche, i materiali e i colori tipici del luogo. A Villamassargia, in particolare, diverse tessitrici utilizzano ancora i telai orizzontali a battuta manuale con le antiche tecniche a pipiones (acini d'uva), a sceràu e/o a su pei (con il piede): la prima crea dei piccoli grani attorcigliando il filato in un ferretto, disegnando geometrie e figure stilizzate tipiche dell'iconografia sarda, mentre la seconda traccia le immagini tramite l'infilatura dei litzus (licci).

L'Iglesiente, inoltre, con i suoi ricchi giacimenti minerari, è diventato la culla dell'alta coltelleria, in grado di produrre le "Arresoias" più raffinate, dalle linee semplici e la fattura elaborata, che un tempo costituivano l'orgoglio del pastore e oggi fanno brillare gli occhi del collezionista. A serramanico, la leppa dell'iglesiente vanta una lama forgiata direttamente tra incudine e mar tello e temperata secondo il personale procedimento custodito da ogni artigiano. Tradizionalmente dotata di manico in corno di montone, muflone o cervo raddrizzato a caldo, e recentemente anche in radica di ciliegio, ginepro o mirto, assomiglia spesso a una scultura, con la lama e l'anello incisi da motivi tradizionali e il manico lavorato fino ad assumere le forme più originali. Attualmente, è a Fluminimaggiore che la maestria di un artigiano produce i coltelli più ricercati, famosi sia per la cura dei modelli destinati all'uso comune che per la fedeltà nella riproduzione delle fogge antiche e l'audacia dei modelli più artistici.

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LA VECCHIA MONTAGNA
LA VECCHIA MONTAGNA

B&B, Fraz. Nebida


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